Quanto mi piacerebbe che la vecchia redazione di Charlie, meglio se quella di Volinski, che negli anni Sessanta pubblicava l’indimenticabile e libertario Hara-Kiri, pubblicasse una copertina con un bimbo piccolo che viene ammanettato e preso per il collo da mostruosi professori e poliziotti, mentre tenta di mormorare: “Je ne suis pas Charlie!”
Articolo di Maria Bacchi (Comitato scientifico Fondazione Villa Emma-Ragazzi ebrei salvati) Emma Baeri (Università di Catania) - scarica