OFFICINA intercultura si rivolge ad insegnanti, educatori, mediatori, famiglie e giovani interessati ad approfondire il tema dell'interculturalità, con l'obiettivo di favorire l'incontro con le "culture altre" e la percezione delle reciproche differenze quale fonte di arricchimento e di riflessione su valori, linguaggi, stili di vita e di pensiero. (per andare al sito istituzionale clicca qui)

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18.12.2015 - presentazione ricerca "Malati di Spirito"


 VENERDI' 18 DICEMBRE 2015  alle ore 17.30 
presso il Palazzo del Plenipotenziario, Piazza Sordello 43, Mantova.

L'Associazione di Volontariato Masala è lieta di invitarVi all'evento conclusivo del progetto di cooperazione internazionale Rano Sitrana - Acqua di Vita realizzato nell'anno 2015 in Madagascar.

Il progetto svolto in partenariato con L'ECAR Freres de la trasfiguration de Jesus di Toliara in Madagascar è stato reso possibile grazie al finanziamento dell'8xmille della Chiesa Valdese.

Tale iniziativa ha visto l'Associazione Masala impegnata nel sostegno del Foyer de l'Amitié, centro per la riabilitazione ed il reinserimento di persone con problemi di salute mentale. Presso tale centro sono state svolte attività di formazione a favore del personale e dei famigliari dei malati, è stato realizzato un pozzo per l'approvvigionamento idrico e sono state sostenute le cure dei pazienti. 

L'associazione Masala ha realizzato attraverso i suoi volontari una ricerca antropologica in loco per indagare la visione della malattia mentale e le forme di terapia che vengono messe in campo nel Sud del Madagascar.
Tale ricerca vuole essere uno spunto, un’apertura verso la comprensione di un mondo che trascende il pensiero razionale occidentale e che ci può aiutare ad aprire un dialogo con coloro che entrano nella nostra società, portatori di altre culture, che non sia appiattimento ad un integrazione unilaterale. 

22.7.2015 - È morto Mohamed mentre raccoglieva i pomodori

Moha­med si è acca­sciato men­tre rac­co­glieva i pomo­dori. Il caldo ecces­sivo, il sole forte, pro­ba­bil­mente la stan­chezza, lo hanno stron­cato: è suc­cesso l’altroieri, alle due del pome­rig­gio, in un campo di Nardò, in pro­vin­cia di Lecce. Il brac­ciante, un immi­grato suda­nese di 47 anni, non aveva un con­tratto, ma era in pos­sesso della carta di sog­giorno in quanto richie­dente asilo. 

Leggi l'articolo
http://ilmanifesto.info/mohamed-e-morto-per-i-nostri-pomodori/

20.07.2015 - Riflessioni sull'immigrazione del collettivo Askavusa di Lampedusa


A un mese dalla giornata mondiale del rifugiato riportiamo gli spunti di riflessione sulla immigrazione proposti dal collettivo Askavusa di Lampedusa.

un grazie particolare a Giacomo Sferlazzo.

SULL'IMMIGRAZIONE (spunti per una discussione politica)

1) Eliminare le cause che determinano le migrazioni:
- Guerre
- Produzione e vendita di armi (L'Italia e' ai primi posti nel mondo)
- Sfruttamento dei territori (Politiche di multinazionali e grandi industrie)
- Sfruttamento dei lavoratori (Capitalismo, globalizzazione)

2) Regolarizzare i viaggi di tutte e tutti:
- Favorire voli e navi di linea: i/le migranti pagano anche fino a 6/7 mila euro per arrivare in Europa, potrebbero pagarsi dei viaggi regolari ed avere anche liquidità per affrontare i primi tempi in Europa
- Istituire dei visti europei a lungo termine (2- 3 anni) per potere restare in Europa regolarmente
- Istituire nelle ambasciate dei paesi di partenza e di transito degli uffici per la richiesta di asilo politico
- Programmare delle quote di accoglienza europea (UE 504 milioni di abitanti con PIL pro capite di 29000€ annui. 10 milioni di migranti (numero esagerato), sarebbero uno ogni 50 europei.

3) Eliminare “l'affare dell'accoglienza”
- Chiudere i centri per migranti e con i soldi che si risparmierebbero avviare delle piccole cooperative miste (migranti e residenti) per svolgere lavori nei comuni
- Dare la possibilità alle tante persone che vorrebbero aiutare chi ne ha bisogno favorendo l'accoglienza diffusa (vedi Riace) o l'accoglienza in casa.

Non guardiamo all'immigrazione come una cosa bella ma come il sintomo di un sistema economico che vede nel profitto l'unico valore, il sintomo di una politica assolutamente subalterna alle logiche del capitale. I migranti sono vittime come noi di questo sistema economico e politico, non li conosciamo tutti/e ad uno ad uno e non possiamo garantire su ognuno/a di essi/e cosi come non possiamo garantire su tutti gli europei e su tutte le europee. Di sicuro ci sono gli oppressori e gli oppressi, noi siamo con gli oppressi e possiamo assicurare che tra i migranti ci sono oppressi e non oppressori.

collettivo Askavusa

19.07.2015 - Adesione appello UNA PASSEGGIATA NEL PARCO DI SAN ROSSORE CONTRO I CONTAINER E PER LA DIGNITA'

L'Officina dell'Intercutura della Provincia di Mantova; l'assessorato alle Politiche di coesione sociale della Provincia di Mantova; l'associazione Everest, Comunità Benin e Togo, di Castiglione delle Stiviere (MN); l' associazione Equité, Il Gruppo Ecumenico SAE di Mantova, Segretariato attività ecumeniche; Sprar Enea Provincia di Mantova


ADERISCONO ALL'APPELLO
"UNA PASSEGGIATA NEL PARCO DI SAN ROSSORE CONTRO I CONTAINER E PER LA DIGNITA' 


Elena Magri                                          
Assessore alle Politiche di coesione sociale             
della Provincia di Mantova                            



di seguito si riporta l'appello

Domenica 19 luglio: una passeggiata nel Parco di San Rossore contro i
container e per la dignità

L’installazione dei container per profughi e richiedenti asilo a S.Rossore è
una vergogna che non può essere tollerata. L’emergenza non può giustificare
la drastica riduzione degli standard minimi di accoglienza, previsti dalla
Convenzione di Ginevra sul diritto di asilo, dalle norme europee e nazionali
e dalle circolari del Ministero dell’Interno. Tra l’altro, contrariamente a
quanto affermato nelcomunicato del Parco di S. Rossore, non esiste alcuna
“emergenza”: le migrazioni e i flussi di richiedenti asilo sono ormai un
fenomeno strutturale, nei confronti del quale è possibile attrezzarsi, senza
farsi trovare ogni anno impreparati e disorganizzati.
Il passato ce lo insegna, il “campo” è uno spazio di marginalità, di
segregazione e di sospensione dei diritti. Ostacola l’inserimento e crea
sospetti, diffidenze e ostilità. Occorrono strutture in grado di permettere
la costruzione di percorsi di autonomia e di inclusionesociale. Gli spazi ci
sono, quel che manca è la volontà diriqualificarli e una politica di accoglienza
seria.
Per quanto ci riguarda, chiediamo l'immediata rimozione dei containers
installati nel parco di San Rossore. Invitiamo con forza il sindaco e la
giunta comunale a individuare, tra gli innumerevoli immobili inutilizzati in città,
dei luoghi idonei per ospitare ed accogliere con dignità persone che sono
fuggite da miseria e conflitti armati. Le proposte ci sono e sono concrete:
dall’ex caserma di Via Giordano Bruno al Centro di Accoglienza di Via
Garibaldi, fino agli immobili inutilizzati dell’Università. Riadattare
questi spazi significa riappropriarsene, restituirli all’uso pubblico: oggi per i
richiedenti asilo, domani per altre emergenze abitative, per famiglie e
persone senza casa. Anche così si sconfiggono le diffidenze di una parte dei
cittadini, e le ricorrenti lamentele sui presunti “privilegi” dei migranti.
Per questo invitiamo chiunque abbia a cuore accoglienza e dignità umana a
trovarsi all'ingresso del parco di San Rossore domenica 19 luglio alle 17.00
per raggiungere con le nostre biciclette la zona del parco nel quale sono
stati installati i containers.

Primi firmatari: Africa Insieme / Progetto rebeldìa

Riflessione1. Giornata Mondiale del Rifugiato - Tenda del silenzio e tavola di Lampedusa

GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO
Mantova, 20 giugno 2015
Tenda del silenzio e tavola di Lampedusa
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traccia di riflessione offerta ai partecipanti




Ho tentato ancora di rovistare, fino nel fondo delle riflessioni e dei sentimenti, le parole di commento, di biasimo, di lutto, di lacrime e sconcerto per dire delle vite umane sepolte nel mare. Mi sono accorto che sono ormai vecchie e usurate dal tempo, dall’uso e dall’abuso. Col rischio di ricadere anch’io nella trappola di chi specula anche sui morti come capitale in valuta pregiata, per trarre ragioni a vantaggio della propria prospettiva. E allora, le parole diventano vomito. Meglio il silenzio. Quello che ti permette soltanto di ascoltare in profondità il grido sofferto, il lamento soffocato, la sofferenza indicibile, la speranza strozzata, la carne annegata. La preghiera. Forse l’unica parola che vale la pena. Come un pezzo di legno nel mare del naufragio dell’umanità. Un pezzo di legno che diventa croce sulla quale silenti contempliamo un Cristo che continua ad essere crocifisso nel venerdì santo della migrazione senza approdo.

20 aprile 2015 -Tonio Dell'Olio - Mosaico dei giorni -Venerdì santo nel Mediterraneo

Riflessione2. Giornata Mondiale del Rifugiato - Tenda del silenzio e tavola di Lampedusa






Articolo pubblicato da Mantova Solidale

Il 20 giugno, giornata mondiale del rifugiato, quest’anno è caduto di sabato. Un sabato ventoso e assolato, insolito per Mantova che, come sempre nei fine settimana, era affollata di turisti. Ma ad attraversare a piedi il ponte di san Giorgio e le strade del centro c’eravamo anche noi, noi tra i due-trecento che sfilavano colorati e pacifici, italiani e no, per ricordare a chi ci vedeva che in quella data si celebra la convenzione  di Ginevra  sui diritti dei rifugiati. Dopo l’attraversamento del ponte –simbolo di tutto quanto collega e mette in relazione sponde diverse, talvolta opposte e in conflitto, come ci ha insegnato Alex Langer, costruttore di pace morto proprio vent’anni fa - ci siamo raccolti in piazza Mantegna. In cerchio, ci siamo tenuti per mano e abbiamo sostenuto insieme un lungo striscione coi colori dell’arcobaleno. Poi hanno iniziato a suonare I Tamburi di Mantova, la formazione musicale creata da un gruppo di rifugiati africani giunti qui nel 2011, in seguito alla guerra in Libia. Ascoltare il ritmo delle loro percussioni e farsi trascinare dall’energia vitale della loro musica è un’emozione che in tanti conosciamo bene. Un sassofonista mantovano che passava di lì si è unito a loro in un’improvvisazione di inedita e divertita intensità.  Poi è successo qualcosa di  bellissimo e imprevisto: un gruppo di ragazzini, portatori della sindrome di Down,  padovani in gita a Mantova con i loro genitori, uscendo dalla chiesa di sant’Andrea si è unito spontaneamente ai percussionisti; subito hanno iniziato a ballare volteggiando  al ritmo dei tamburi con una grazia e un’agilità inimmaginabili; il dialogo tra Tamburi e ballerini si è sviluppato a lungo. Poi i due gruppi si sono scambiati i ruoli e, poco dopo, erano i ragazzini a suonare i tamburi mentre  i musicisti africani danzavano,  dirigevano la piccola orchestra imprevista,  affiancavano i ragazzi  con  dolce competenza (avevamo già assistito a questo scambio in scuole, carceri, feste di strada, oratori). Tanta gente fotografava, batteva il ritmo e applaudiva, ma i più partecipi ed emozionati erano i genitori di questi  ragazzi che si portano il dono e il peso di una diversità che sembra dare loro una libertà di movimento e un’acutezza che chi non li conosce non immagina. Una ragazza, suonando,  ha iniziato a cantare:
“ Se oggi sarò brava resterò qui, qui a suonare con i miei amici. Io sono felice di essere qui”. Noi e i genitori seguivamo emozionati; una mamma si è avvicinata allo striscione di Mantova Solidale e ci ha detto: “ Se questa non è integrazione! Ma perché la gente non capisce? Grazie”.  Ci siamo scambiati i numeri di cellulare e fino a notte fonda ci hanno inviato fotografie, video e messaggi affettuosi.  Uno dei percussionisti, un rifugiato congolese che sulla sua pelle ha vissuto tutti gli orrori delle guerre africane e delle traversate di mari e deserti, tornando verso casa ha commentato: “ Questo dà senso a tante cose. E’ stato un pomeriggio bellissimo.”
E’ stato davvero un pomeriggio da ricordare. Grazie a tutti quelli che, lontani dalla paura e dai pregiudizi, sanno vedere la bellezza e costruire ponti.
Le fotografie di questa eccezionale jam session compariranno presto sul sito dell’Officina dell’Intercultura della Provincia di Mantova

Mantova Solidale                      

07.11.2014 - Officina Intercultura

Oggi incontro di coordinamento alla OFFICINA INTERCULTURA
in piazza Sordello ore 17.